Ogni estate è monotona e piena di sorprese allo stesso tempo. Passare i mesi più caldi dell’anno in sicilia è un suicidio, ma sono ben disposta a farlo. Per via del covid-19 non mi sono mossa dalla provincia di Messina e ciò mi ha fatto ancora più innamorare dei piccoli posti abbandonati e non curati che si trovano proprio subito fuori dal portone di casa. È appiccicaticcia la brezza del mare la sera, mentre l’aria di montagna all’alba è così secca e rigenerante, il saluto al sole da lì è molto più comodo da fare. Ho scoperto nuovi locali dove suonava sempre la stessa gente e conosciuto nuova gente seduta sempre al “solito posto”. La musica non mi ha mai lasciata sola per un istante e devo ringraziare più di tutti il signor pandyno, che con il suo tatoo “young” sulla fiancata destra si è trasformato in young pandino. Ha affrontato di tutto e mi ha portata ovunque, ha conquistato anche gli amici più scettici e tutte la gente della zona che appena sente in lontananza il rombo del suo motore sprint si volta incantata. Insomma, quest’estate è stata un puzzle con i tasselli piccoli e a volta difficili da far combaciare, ma sono fiera di poterlo appendere al muro dei ricordi e delle belle esperienze insieme agli altri.
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La fine dell’estate: resoconto