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PROFESSIONE BLOGGER

Quella del blogger è una figura professionale moderna. Cosa fa un blogger? Sostanzialmente il blogger è una persona che scrive contenuti su un blog articoli, notizie che rispondono alle domande e alle curiosità di chi cerca su Google. Il blogger professionista solitamente è un libero professionista o un imprenditore con un blog proprio o condiviso tra più blogger, ma può anche scegliere di svolgere altri mestieri tra cui il content editor, brand journalist, head of content, content marketing specialist, digital specialist, ecc.

Il blogging nasce come hobby e ancora oggi molti vi si approcciano come tale, altri invece investono il loro tempo ed energie sullo strumento con lo scopo di farne una professione. Per diventare blogger non serve una formazione umanistica e nemmeno una laurea, ma bisogna avere un’ottima padronanza della lingua per creare contenuti di qualità. Conoscere bene le regole della comunicazione digitale, dei social network e del marketing è poi requisito basilare per costruire una strategia sui contenuti. Se poi sceglie di usare il video, il blogger dovrà acquisire competenze da video maker, di storytelling, editing ecc.

I profili social e le foto sono molto importanti per un blogger poiché fanno parte del racconto di una persona che lavora su internet e quindi del suo lavoro. Il blogger pubblica foto e contenuti su Facebook, Instagram e Twitter per rilanciare i propri post sul blog o per partecipare a campagne in collaborazione con aziende e brand.

Sono molte le motivazioni per aprire un blog e la più importante è che nel blog il dominio è tuo o dell’azienda per la quale lavori. Questo significa che sul blog hai una maggiore libertà di espressione e sperimentazione per catturare i contatti. Il blog inoltre:

– è trasversale e flessibile, si adatta ad ogni business, dal blog personale per accrescere il proprio personal branding, al blog tecnico all’interno;

aiuta a costruire relazioni durature e di fiducia con la propria community di lettori, oltreché aumentare la propria reputazione e del brand;

permette di guadagnare;

forma dei comunicatori. Per avere successo saranno necessari contenuti di qualità, strategia, conoscenza dell’audience, doti relazionali.

Chiara Ferragni

Andando a spulciare tra le carriere dei blogger di successo non troviamo un percorso comune, c’è chi ha iniziato a studiare giurisprudenza, chi è un’ex attrice, chi un giornalista. Solitamente sono persone con una visione imprenditoriale e una grande determinazione. Vediamo l’esempio della blogger più famosa in Italia: Chiara Ferragni, con i suoi 13,9 milioni di follower. Chiara Ferragni ha iniziato con il celebre blog The Blond Salad per poi spopolare su Instagram. Complice anche la storia con il rapper Fedez, oggi il suo è uno dei profili italiani più seguiti. Il suo engagement mensile è di 40 milioni di utenti: un suo post sponsorizzato vale dodici mila dollari.

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L’invisibilità dell’interprete

La parola interprete, oggi, richiama subito alla mente gli incontri delle grandi organizzazioni mondiali, dall’ONU alla NATO, dall’UNICEF alla FAO che non potrebbero certo avvenire se queste figure, la cui presenza spesso rimane invisibile, non fossero invece più che presenti e altamente specializzate.

L’interprete è il portavoce dell’oratore e non è tenuto a dare spiegazioni e chiarimenti o a prendere decisioni indipendenti;  deve rispettare un’etica professionale ed essere fedele al messaggio. Tuttavia, nella pratica, gli interpreti di conferenza omettono le ridondanze, adattano le strutture linguistiche, sostituiscono le battute; gli interpreti di tribunale adeguano anche il registro; gli interpreti di comunità o di trattativa consigliano gli oratori, spiegano processi e problemi. La figura dell’interprete rimarrebbe quindi sospesa a metà tra un attore invisibile e un mediatore versatile che si adatta al contesto comunicazionale, che deve essere necessariamente “imparziale”.

L’invisibilità tutela gli interpreti dall’essere ritenuti responsabili delle loro interpretazioni errate o dall’essere accusati di interferenze, e fa sì che possano raggiungere una comunicazione trasparente. Quanto più un interprete riesce a favorire l’interazione tra le parti senza mostrare alcun disagio o difficoltà, tanto più sarà ritenuto esperto.

L’espressione sconcertata dell’interprete Elisabetta Savigni Ullmann.

Non è un mestiere così facile e a volte si rischia di inceppare in delle gaffe: come non pensare all’evento con protagonista l’interprete incaricata di mediare tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in occasione della visita ufficiale del nostro capo di Stato nella Casa Bianca. La dottoressa Elisabetta Savigni Ullmann, attualmente docente all’Università del Maryland e già interprete italiana dei passati presidenti Clinton, Bush e Obama, ha lasciato più che intravedere sul suo volto l’incredulità derivante da alcune affermazioni indubbiamente discutibili del Presidente Trump, che si sarebbe poi trovata costretta a riportare al presidente Mattarella.

Nell’epoca dei social media, tali gaffe sono diventate virali nel giro di poche ore, così come le immagini ritraenti il volto quasi imbarazzato e sconcertato della Dott.ssa Savigni Ullmann si sono diffuse su Twitter, Facebook e persino sulle principali testate giornalistiche.

È da questo scandalo che si nota quanto anche dal più insignificante degli eventi, se ne possa scatenare uno di così grande portata, semplicemente perché non viene completamente rispettato il codice comportamentale che ogni professione ha di riferimento. Infatti, anche se non fosse minimamente nelle intenzioni dell’interprete quella di far parlare di sé, un codice deontologico non del tutto rispettato ha permesso invece che ciò accadesse. I due ideali distintivi della professione di interprete, neutralità e invisibilità, sono stati trascurati.

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La programmazione neurolinguistica

La programmazione neurolinguistica o PNL è un insieme di metodi comunicativi che permettono di raggiungere i risultati desiderati sostituendo vecchi schemi di pensieri e comportamenti con dei nuovi che aiutano a migliorare la qualità della vita. Nasce negli anni ’70 in California: i due fondatori, lo psicologo Richard Bandler e il linguista John Grinder, si chiedevano perché alcuni psicoterapeuti e ipnoterapeuti riuscissero a raggiungere risultati eccellenti e come mai altri con le stesse qualifiche non riuscivano a ottenere gli stessi obbiettivi. Studiarono pertanto i loro metodi, il loro linguaggio e le loro tecniche, analizzarono le loro informazioni e crearono così la PNL. Partendo dalla convinzione di poter identificare dei modelli di pensiero e comportamenti delle persone di successo tramite la tecnica dell’imitazione o modeling, si potevano raggiungere i loro stessi risultati. La PNL si basa sull’idea che le persone operano attraverso delle mappe interne che corrispondono alle esperienze soggettive che influenzano la visione di ciò che le circonda. Il trainer e coach, attraverso l’elaborazione del linguaggio e tramite varie tecniche, riesce a migliorare la performance a lavoro di chi necessita di una comunicazione efficace ma anche di superare ansia, fobie e stress, al fine di raggiungere una maggiore motivazione e produttività sul lavoro e quindi la felicità. Sulla PNL ci sono opinioni contrastanti: i critici in particolare discutono la sua validità scientifica considerandola una pseudoscienza perché è impossibile da testare in modo soddisfacente; da sottolineare inoltre l’assenza di un’adeguata teorizzazione e il mancato riferimento a questa programmazione nei libri di testo, nelle riviste di psicologia e nei corsi di psicologi; la carenza di prove empiriche e di riferimenti statistici a supporto delle numerose affermazioni; infine, la mancanza di regolamentazione in materia di formazione e certificazione dei professionisti della PNL, privi di un’esperienza professionale credibile.

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Il libro perduto del Dio Enki

L’autore di questo libro “Il libro perduto del dio Enki” è lo scrittore Zecharia Sitchin, nato in Azerbaijan e naturalizzato statunitense. Ha studiato in Palestina lingue indoeuropee e semitiche, archeologia e il Vecchio Testamento. È autore di numerosi libri sulla pseudo archeologia o archeologia misteriosa che spiega l’origine dell’uomo con la “teoria degli antichi astronauti”, gli Annunaki, astronauti provenienti dal pianeta Nibiru e atterrati sulla Terra in cerca di oro che vennero considerati e venerati dagli umani come divinità e che trasmisero loro la civiltà. Questa interpretazione dell’autore è stata fortemente criticata da storici e scienziati in quanto non supportata da fonti sicure e basata su metodologie un po’ incerte e traduzioni di testi degli antichi Sumeri un po’ imprecise e superficiali, tali da essere considerate appunto “pseudo scienza” o “pseudo storia”. Infatti lui sostiene che la Terra sia stata originata dallo scontro tra due pianeti: Tiamat e Nibiru e nel punto della collisione si sarebbe creata un’ampia voragine poi occupata da un grande oceano. L’autore nel libro cerca, attraverso le memorie di Enki, il comandante degli Annunaki, di ricostruire l’origine di questo popolo, la vita sul pianeta d’origine, Nibiru, indagando il motivo del loro viaggio e le cause della loro fine sulla Terra. Quindi Sitchin, spiegando l’origine dell’uomo come ibridazione tra la razza aliena degli Annunaki con alcune specie terrestre, formula una teoria della creazione e dell’evoluzione della razza umana parallela a quella della Bibbia e quindi questo suo filosofeggiare fu fortemente contrastato  anche dalla Chiesa. Pur nella discutibilità della ricostruzione degli eventi, il racconto di Enki rappresenta un ulteriore tentativo di spiegare il passato e il futuro in modo non più ingenuo di certe teorie filosofiche, astrologiche o relative alle mitologie di lontane civiltà, con leggerezza e senza pretese.

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Milazzo

Quest’estate, a causa del COVID-19, le mete preferite da noi italiani per trascorrere le vacanze saranno principalmente in Italia. Ogni regione ha molto da offrire nel vasto panorama di paesaggi, città d’arte, borghi, aree di relax e divertimento. Ma se proprio volete trovare tutte queste cose allora dovete venire nella mia cittadina, Milazzo, alle porte della Sicilia. Situata al centro del grande golfo che da essa prende il nome, si distingue dal satellite per il lungo promontorio che, estendendosi da nord a sud, offre ai visitatori due litorali: quello di levante, dove insiste il centro storico arroccato ai piedi del castello aragonese, e quello più lungo e regolare di ponente, dove una larga striscia di spiaggia ghiaiosa è lambita da un mare pulito e pescoso e ospita stabilimenti balneari e ristoranti, dove si possono degustare i piatti tradizionali della zona in base al pescato del giorno.

Promontorio di Milazzo

Alla punta del promontorio, chiamato Capo Milazzo, lo sguardo abbraccia la costa orientale con la catena montuosa dei Peloritani e le sette perle che formano il famoso arcipelago delle Eolie con i due vulcani Stromboli e Vulcano. Dal grande porto di Milazzo si possono raggiungere quotidianamente con navi capienti e aliscafi veloci tutte le isole per assaporare la movida di Vulcano, Lipari, Salina e Panarea, oppure la quiete di Alicudi, Filicudi e Stromboli. Per chi rimane sulla terraferma non c’è che l’imbarazzo della scelta: visitare il castello più grande della Sicilia, ristrutturato negli ultimi anni, dove si svolgono numerosi eventi estivi e che ospita il museo del mare (altri piccoli musei sono dislocati nei quartieri spagnoli), oppure le chiese antiche e la chiesetta rupestre di Sant’Antonino, situata in una grotta scavata sul costone calcareo del Capo.

Per chi ama il trekking ci sono i vari sentieri che si inerpicano sulle coste alte e rocciose che portano al mare, dove farsi un bagno rinfrescante e magari fare pesca subacquea. La sera poi una passeggiata in centro sull’ampio lungomare a gustare gelati, granite e gli ottimi prodotti della pasticceria siciliana e fare delle compere nei rinomati negozi. Se ci si ferma per più giorni si possono visitare anche le località turistiche vicine, come Tindari, col suo teatro greco che ospita spettacoli estivi, i laghetti di Marinello nell’omonima riserva orientata e i paesini di mare che pullulano di turisti, o i più silenziosi borghi collinari nelle zone interne che offrono i loro prodotti durante le numerose sagre offerte anche dalle frazioni più interne di Milazzo a vocazione contadina, vivaistica oltre che marinaia. Un soggiorno che non dimenticherete, anzi sarete incentivati a ritornarci più volte e a consigliarlo anche ai vostri amici e parenti.

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L’accompagnatore turistico

Molti giovani sono attratti da questa professione perché pensano che dia la possibilità di viaggiare continuamente in modo spensierato, di conoscere molte persone  vivendo una vacanza continua. La realtà però è un po’ diversa: l’accompagnatore turistico è un professionista abilitato la cui attività è caratterizzata da grandi responsabilità, numerose competenze, professionalità ed una conoscenza perfetta delle lingue straniere. Ma analizziamo meglio la sua figura: l’accompagnatore turistico accompagna, appunto, le persone singole o i gruppi di persone nei viaggi sia sul territorio nazionale sia all’estero. È un lavoratore autonomo che lavora generalmente per conto di un tour operator, di agenzie di viaggio e di enti di promozione turistica. Quali sono gli altri suoi incarichi? L’accompagnatore turistico provvede alla sistemazione dei partecipanti negli alberghi, si accerta che gli orari degli appuntamenti programmati vengano rispettati, presta assistenza per risolvere vari inconvenienti che possono verificarsi durante un viaggio e cerca sempre di creare una buona armonia nel gruppo. L’accompagnatore turistico deve adoperarsi affinché il viaggio acquistato dal turista sia realizzato nel migliore dei modi, facendo dei controlli ad esempio sul comfort delle strutture e sull’efficienza del trasporto. Qual è la differenza tra accompagnatore turistico e guida turistica? L’accompagnatore turistico fornisce a tutti i membri del gruppo delle informazioni sulle località turistiche a livello generico, poiché le informazioni più dettagliate sulla storia, i monumenti o le zone da visitare sono fornite dalle guide turistiche locali.

Quali sono le sue competenze? L’accompagnatore turistico deve essere in grado ovviamente di esprimersi correntemente in varie lingue, avere una buona cultura generale, una spiccata capacità organizzativa e molta passione per i viaggi; inoltre deve conoscere l’itinerario e gli usi, i costumi e le particolarità delle località turistiche che verranno visitate. Prima di iniziare la professione è fortemente consigliato  effettuare per conto proprio molti viaggi per acquisire quante più esperienze lavorative. Deve essere una persona precisa, puntuale e ordinata perché fra i suoi incarichi rientra anche quello di gestire soldi, biglietti e documenti di tutto il gruppo e deve essere diplomatico poiché il suo compito è quello di mediare sempre e con tutti e deve adattarsi costantemente e persone e situazioni diverse.

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EVENTO: Cambiamenti climatici e immigrazione

Il tema dei migranti e delle politiche immigratorie è stato ridotto alla valutazione degli effetti del “rischio percepito” dalla popolazione, creato ad arte dai movimenti politici che ormai in tutta Europa raccolgono ampi consensi giocando sulla paura.
Solo a tratti si è avviata un’analisi e un approfondimento sulle cause dei flussi migratori, spesso provocati da conflitti ma anche dalla povertà indotta dal degrado delle condizioni ambientali dei Paesi di origine.
Il contesto dentro il quale vogliamo contribuire ad affermare una lettura meno superficiale e strumentale è ben chiaro: secondo un rapporto della Banca Mondiale entro il 2050 circa 143 milioni di individui dovranno migrare a causa del cambiamento climatico. Ma azioni coraggiose e globali per ridurre l’effetto serra potrebbero ridurre queste cifre dell’80%.
L’incontro del 13 dicembre intende raccogliere le analisi, le riflessioni e le proposte su due aspetti che caratterizzano questo tema: il contrasto e la prevenzione delle emergenze climatiche come strumento per mitigare i flussi migratori; l’individuazione di uno status di protezione particolare per chi è vittima delle emergenze climatiche.
Questi due aspetti sono trattati in due distinte sessioni dell’incontro, che sono coordinate da un moderatore per ciascun tavolo.
La conclusione dei lavori fornisce una sintesi dei contributi illustrati.
Lo svolgimento del convegno si tiene in via Pio Sodalizio dei Piceni nel Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro il 13 dicembre 2019.

Ore 14.30: Registrazione dei partecipanti, saluti e ringraziamento dei Partner e degli Sponsor.
Ore 15.00: Apertura del primo tavolo: Il contrasto delle emergenze climatiche come strumento per mitigare i flussi migratori con la proiezione di un video a cura degli studenti della SSML Gregorio VII.
La domanda a cui rispondono i relatori è: quali azioni a livello locale e globali possono essere adottate per ridurre i flussi migratori generati dalle conseguenze dell’effetto serra?

Ore 17.30: Sintesi finale e conclusione dei lavori

Ore 18.30: Fine dei lavori e Auguri… di Natale

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